Disegno di Legge Pillon: Aspetti Critici

Ultimamente ha fatto molto discutere il ddl Pillon, con il quale è stata ipotizzata una riforma del diritto di famiglia introducendo le seguenti novità, che verranno descritte in modo estremamente semplificato:

  • Mediazione familiare obbligatoria (a pagamento) nei casi in cui siano coinvolti i figli minorenni ciò “a pena di improcedibilità” della separazione;
  • Tempi paritari del collocamento dei figli, minimo 12 giorni al mese con ciascuno dei genitori.
  • Mantenimento diretto del figlio da parte del genitore con cui il minore è al momento, quindi: niente più assegno in favore della prole;
  • Assegnazione della casa familiare al genitore che ne è proprietario o, in caso di comproprietà, il genitore che la abita dovrà versare all’altro un indennizzo;
  • Repressione dell’alienazione parentale.

Il ddl è stato oggetto di aspre critiche che ne hanno sottolineato la potenziale dannosità nei confronti dei figli minori, che, soprattutto in tenera età, hanno bisogno di certezze che gli diano stabilità emotiva ed affettiva mantenendo il loro collocamento prevalente nella casa familiare con il genitore che garantisce una maggiore assistenza emotiva e materiale. Non ci dimentichiamo che la casa viene assegnata dal Giudice nel superiore interesse del minore, non certo nel superiore interesse di chi ne è proprietario. Anche l’ONU è intervenuta sostenendo che il ddl non tutela le donne e i bambini che subiscono violenza in famiglia, si pensi, in tali casi, al danno provocato dalla mediazione familiare obbligatoria inserita nel disegno di legge.

MEDIAZIONE FAMILIARE

La mediazione familiare è un percorso che la coppia intraprende in vista, durante o dopo la loro separazione o il loro divorzio. Il percorso ha lo scopo di riorganizzare le relazioni familiari e di trovare un accordo equo, soprattutto per i figli, attraverso il confronto reciproco tra i coniugi e l’intervento di una figura professionale terza ed imparziale: il mediatore.

Può capitare che la mediazione sia suggerita da un giudice o un consulente tecnico nel corso di un procedimento giudiziale.

Genericamente, gli incontri durano circa un’ora l’uno ed avvengono in assenza dei figli minori, i coniugi dovranno trovare da soli le condizioni migliori per ridefinire l’assetto familiare seppur indirizzati dal mediatore, che, come dice la parola stessa, può mediare, non certo decidere per conto della coppia.

Il mediatore ha l’obbiettivo di sostenere i coniugi nella crisi familiare attraverso le acquisite conoscenze in campo sociologico, psicologico e giurisprudenziale.

Silvia Vannini
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